Domande frequenti

Come si svolge la prima seduta?

La prima seduta comprende un colloquio iniziale e una raccolta accurata dell’anamnesi, considerando non solo i sintomi attuali ma anche eventuali problematiche pregresse, abitudini, stile di vita e obiettivi della persona.

Successivamente eseguo una valutazione fisioterapica approfondita attraverso test specifici, analisi del movimento ed esame obiettivo, così da definire la diagnosi fisioterapica e impostare un trattamento personalizzato, costruito sulle reali esigenze del paziente.

Una parte fondamentale del percorso è la comprensione del dolore e della problematica da parte del paziente: ritengo importante che la persona non sia uno spettatore passivo del trattamento, ma parte attiva e consapevole del proprio recupero. Per questo motivo dedico tempo alla spiegazione della possibile origine del sintomo e degli obiettivi terapeutici

Come posso prepararmi per la prima seduta?

Per la prima seduta, è utile portare con te eventuali referti medici (radiografie, risonanze, ecografie) e indossare abiti comodi che ti permettano di muoverti liberamente. Sarà un momento dedicato all'ascolto della tua storia clinica e a una valutazione fisica approfondita.

In cosa consiste il trattamento del pavimento pelvico?

Il pavimento pelvico è l’insieme di muscoli e strutture che chiudono inferiormente il bacino, svolgendo un ruolo fondamentale nel sostegno degli organi pelvici, nella continenza, nella funzione sessuale e nella stabilità del corpo. Durante le diverse fasi della vita di una donna — gravidanza, parto, menopausa, attività sportiva o particolari condizioni cliniche — queste strutture si adattano continuamente ai cambiamenti del corpo.

Come qualsiasi altro distretto corporeo, anche il pavimento pelvico può andare incontro a disfunzioni, traumi o alterazioni della sua funzione, causando sintomi come incontinenza, dolore, senso di peso, difficoltà durante i rapporti o alterazioni della percezione corporea.

Il compito del fisioterapista specializzato è valutarne la funzionalità attraverso un approccio globale e personalizzato. La valutazione comprende l’analisi della funzione muscolare — anche tramite valutazione interna quando indicata e con il consenso della paziente — della respirazione, della postura, del movimento e della sinergia con il resto del corpo.

La riabilitazione del pavimento pelvico non si limita alla semplice esecuzione di esercizi, ma nasce da una valutazione clinica approfondita che considera la persona nella sua globalità, con l’obiettivo di migliorare sintomi, consapevolezza corporea e qualità di vita

Cosa puoi fare per uno sportivo che ha dolore?

Durante l’attività fisica può capitare di sviluppare dolori o sovraccarichi che tendono a ripresentarsi nel tempo. Spesso esami strumentali come risonanza magnetica o ecografia evidenziano lievi infiammazioni, mentre altre volte risultano addirittura negativi. In molti casi il dolore migliora con il riposo, le terapie strumentali o farmacologiche, per poi ricomparire puntualmente alla ripresa dell’attività sportiva.

Questo accade perché non esiste un movimento “perfetto” valido per tutti: ogni persona possiede caratteristiche biomeccaniche differenti, legate alla postura, alla mobilità articolare, alla lunghezza degli arti, alle proporzioni corporee e alle varianti anatomiche individuali. Di conseguenza, anche un gesto tecnico apparentemente corretto può generare sovraccarichi e dolore se non è adatto alle caratteristiche del singolo individuo.

Il compito del fisioterapista è analizzare e interpretare la biomeccanica del movimento specifico, adattandola alla persona attraverso un approccio personalizzato. L’obiettivo non è soltanto ridurre il dolore, ma ottimizzare il gesto tecnico, migliorare l’efficienza del movimento e prevenire recidive o sovraccarichi futuri.

Ho mal di schiena, devo fare qualche accertamento prima di iniziare la terapia?

Le più recenti linee guida sul mal di schiena raccomandano di non eseguire routinariamente la risonanza magnetica nelle prime settimane, in assenza di specifici segnali d’allarme (“red flags”).
Nella maggior parte dei casi, una valutazione fisioterapica accurata attraverso anamnesi, esame obiettivo e analisi del movimento è sufficiente per impostare il trattamento più appropriato.

Gli esami strumentali possono essere indicati in presenza di sintomi neurologici importanti o quando il dolore persiste nonostante un adeguato percorso terapeutico: in questi casi sarà il medico specialista a valutarne la necessità.

Ho spesso mal di testa? Cosa può fare la fisioterapia?

La fisioterapia può essere utile nella gestione di alcune forme di mal di testa, soprattutto quando il dolore è associato a problematiche muscolo-scheletriche, cervicali o dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM). Le evidenze scientifiche mostrano benefici in particolare nelle cefalee cervicogeniche e nelle cefalee di tipo tensivo, mentre in altre forme, come l’emicrania, la fisioterapia può rappresentare un supporto integrato al percorso medico.

Il trattamento fisioterapico non si limita alla gestione del sintomo, ma mira a individuare e trattare i fattori che possono contribuire al dolore: rigidità cervicale, alterazioni posturali, tensione muscolare, ridotta mobilità articolare, disfunzioni dell’ATM, sensibilizzazione del sistema nervoso o strategie di movimento poco efficienti.

L’obiettivo è ridurre frequenza e intensità degli episodi, migliorare la funzionalità e aiutare la persona a comprendere meglio i meccanismi che possono contribuire al dolore, attraverso un approccio personalizzato e basato sulle più recenti evidenze scientifiche.

Sono in gravidanza, è possibile fare una valutazione del pavimento pelvico?

Sì. Le più recenti linee guida raccomandano la valutazione del pavimento pelvico durante la gravidanza, sia a scopo preventivo sia in presenza di sintomi come incontinenza, dolore pelvico, senso di peso o difficoltà nella gestione delle pressioni addominali.

La presa in carico fisioterapica viene generalmente consigliata a partire dal secondo trimestre, periodo in cui si valuta la funzionalità del pavimento pelvico, la respirazione, la postura e la sinergia con la muscolatura addominale e del bacino. In base alla valutazione possono essere proposti esercizi specifici e strategie personalizzate.

Nel terzo trimestre il trattamento si orienta maggiormente verso la preparazione del pavimento pelvico ai cambiamenti legati al parto, lavorando su consapevolezza corporea, capacità di rilassamento e funzionalità muscolare, sempre nel rispetto della fisiologia e delle esigenze della donna.

Cosa puoi fare per la fibromialgia?

Attraverso un approccio manuale e globale della persona, il trattamento può aiutare a ridurre tensioni muscolari, rigidità e sovraccarichi che spesso accompagnano la fibromialgia.
L’obiettivo è lavorare anche sulla riduzione dello stato di allarme e di ipersensibilità del sistema nervoso, favorendo una migliore percezione corporea, una maggiore tolleranza al movimento e un miglior benessere generale.

Il trattamento viene sempre adattato alla sensibilità della persona, integrando terapia manuale, educazione al movimento e strategie personalizzate.

Che consigli mi dai per mantenere i risultati nel tempo?

Una volta raggiunti gli obiettivi del trattamento, è fondamentale mantenere uno stile di vita attivo e seguire le indicazioni fornite durante il percorso terapeutico. In alcuni casi sarà utile continuare a svolgere esercizi specifici a domicilio o adottare strategie mirate nella gestione del movimento, della postura e delle abitudini quotidiane.

Il paziente non è un semplice spettatore del trattamento, ma parte attiva del percorso riabilitativo: per questo, al termine del percorso, avrà acquisito maggiore consapevolezza e gli strumenti necessari per mantenere nel tempo i risultati raggiunti.

 

Il tuo benessere, la mia priorità

Spero che queste risposte ti abbiano fornito chiarezza e tranquillità. Sono qui per accompagnarti con professionalità ed empatia nel tuo percorso verso il recupero e il benessere. Non esitare a contattarmi per qualsiasi altra domanda.